lunedì 21 luglio 2008

LE CONSEGUENZE DELL'AMORE


Ogni tanto i compleanni di mia sorella si rivelano delle risorse anche per me: ha ricevuto in regalo, tra le altre cose, un dvd: "Le coseguenze dell'Amore", il secondo film di Paolo Sorrentino. Non ho perso tempo a vedermelo, nella speranza che fosse un bel film, soprattutto dopo l'ottima impressione che ho avuto de "Il Divo" (l'ultima opera di Sorrentino): non ne sono rimasto deluso.
E' la storia di un tal Titta de Girolamo, uomo apparentemente facoltoso, che passa il suo tempo a commentare la vita che gli scorre d'avanti, seduto nella hall dell'albergo in cui vive da quasi dieci anni, in un grigiore assoluto. Titta nasconde un mistero quindi, che verrà svelato solo alla fine. Non si tratta solo di un giallo, ma anche di una importante riflessione sulla varia umanità cui lo spettatore è indotto dal monologo interiore di Titta il quale guarda da spettatore la varia umanità che lo circonda: la donna delle pulizie, la coppia di vecchi nobili decaduti, la barista; proprio di lei che lui si innamora: l'amore infatti sarà l'elemento che aprirà la gabbia in cui è costretto a vivere per il suo inconfessabile segreto, e quasi prevedendolo ne prende nota mentre spia la ragazza che si cambia prima di andar via: "progetti per il futuro: non sottovalutare le conseuenze dell'amore".
Insomma un film da vedere, non un capolavoro, ma da vedere.
Fa piacere poi che nel panorama del cinema italiano tornino a farsi notare registi che hanno uno stile riconoscibile del tutto personale e originale, come quello di Sorrentino; fa altrettanto piacere che, in un periodo in cui scarseggiano i film tra i cui titoli di testa si possa leggere "scritto e diretto da...", ci sia un regista che scrive la sceneggiatura di tutti i suoi film; ne sono la conferma tutti i più premiati film italiani di quest'anno: fatta eccezione per "Il Divo", "Gomorra", "La ragazza del Lago", "Caos Calmo", sono tutti tratti da romanzi.

me', guardatevi il trailer ora :-)




Filippo

lunedì 14 luglio 2008

Lo scafandro e la farfalla: come approfittarsi della sensibilità

L'Arena Quattro Palme è bella e ti diverti a guardare fra i balconi. Il biglietto costa poco e le poltrone sono carine, forse un po' scomode.
Il film era orribile, mi sento responsabile nei confronti di chi era con me.

Lo scafandro e la farfalla di J.Schnabel è un film pluripremiato e altrettanto pluribanale. Sì, da molti punti di vista: la trama, la pretesa letteraria, i dialoghi, persino la fotografia. Fa leva, in maniera non pulita e scorretta, sulle emozioni: la paura della morte o ancor peggio di una malattia molto grave.
è la storia di un uomo paralizzato a seguito di un ictus che può muovere solo la palpebra. Una vicenda che non può che toccare le corde più sensibili ma che sfrutta la capacità di empatia dello spettatore. Mi chiedo come abbia fatto ad ottenere un così grande consenso di critica, considero che sia un film da non consigliare assolutamente.

La prossima volta, come giustamente ha detto Stefania, leggerò la trama prima di andare a vedere un film.. :(

Gabriella

sabato 5 luglio 2008

THE CASBAH MOVIE AWARDS

Ecco la locandina per la cena di domani sera.
Affrettatevi a votare, avete tempo sino alle 19 di domani, domenica 6 luglio!