Il mio commento a caldo a questo pluriosannato film è senz'altro: "è triste". Mentre le immagini scorrono lo penso più volte. E non a partire dall' assassinio della ragazza, bensì dall'inquadratura iniziale che raffigura una bambina con le trecce con uno zainetto che cammina in una strada vuota. Alla tristezza imperante del film fa da cornice il meraviglioso verde del paesaggio, la calma del lago, il silenzio pesante del paesaggio.Ho appena letto su mymovies una recensione entusiasta del film, che è definito "capace di cogliere le dinamiche eterne dei rapporti umani".
Mah. Le dinamiche eterne dei rapporti umani non sono necessariamente quelle di un padre che omette il soccorso al figlioletto iperattivo, quelle di una madre che diventa pazza e disconosce figlia e marito a seguito di una malattia, di un altro padre che odia il figlio autistico. Nei film apprezzo lo studio della follia, dei percorsi nell'inconscio, ma questo le schiaccia al fondo del lago, le comprime e le semplifica, allontanandole dalla realtà.
Forse è colpa della sceneggiatura che non riesce ad essere unitaria e si sfalda qua e là, o forse è proprio l'intento del film quello di rappresentare la destrutturazione del reale e della narrabilità (alla Gadda). Penso a Volver, altro film sulla pazzia, che rappresenta come La ragazza del lago storie di follìa che si ripetono. Nell'opera di Almodovar c'è costruttività, c'è chi prende in mano la propria vita e si apre alla follìa superandola. Il film di Molaioli invece pare una di quelle tante storie di cronaca che ci raccontano i giornali, che ti lasciano quella sensazione di non-vita, di tristezza. Certo gli attori sono bravi e c'è un che di originalità nella scenografia e nel titolo.. ma non mi è piaciuto.
Gabriella
3 commenti:
"la ragazza del lago" non sarà un gran film, è però un bel film, che ha meritato la vittoria ai David di Donatello su Caos Calmo: indubbiamente non avrei attribuito al film la capacità di "cogliere le dinamiche eterne dei rapporti umani", però è un film che ha una certa profondità; il percorso nell'inconscio e lo studio della follia non mi sono parsi schiacciati, ma ben rappresenati tramite uno studio profondo e ben riuscito dei personaggi, carichi di sfaccettature e sfumature che intrigano e attraggono lo spettatore. Oltre a questo, ho apprezzato molto alcune trovate quasi geniali nella sceneggiatura (penso al commissario che viene ripreso da un suo sottoposto perchè fuma in commissariato e quello in risposta lo invita ad arrestarlo), la regia coraggiosa e innovativa, i paesaggi che creano un'atmosfera nella quale il tempo pare si fermi, la fotografia molto bella (i colori, soprattutto sui paesaggi, sono davvero pregevoli). Insomma, a me è piaciuto!
Ma non sarà che non sappiamo più scrivere sceneggiature originali? Caos Calmo e La Ragazza del Lago sono pellicole tratte da libri di grande successo ma non di altissima qualità. Anche secondo me, il film in definitiva "si perde", non si innalza al di là dello spunto cronachistico, non vive di grandissimi momenti ma soprattutto non decide cosa tematizzare: l'intreccio( e, quindi, il giallo dell'assassinio) oppure la chimica dei caratteri( sicuramente da approfondire e caratterizzare meglio). Restano begli scorci e un interessante taglio sociologico( a menochè non l'abbia colto solo io!) sul ricco Nord-Est a un passo dalla psicosi collettiva. Della serie troppo verde a volte può fare male...:)
Non mi ha convinto.
(Bravo Toni Servillo anche se fa un po' sempre la stessa posa stralunata in tutti i film che mi è capitato di vedere)
Visto un po per noia e un po per caso a causa di una inutile ripoposizione dovuta alla "vittoria" del David, ha confermato le mie opinioni sul cinema italiano contemporaneo... Non male la fotografia a tratti e i primi 3 minuti del film, (forse anche qualche dialogo.. ma credo siano dovuti alla trasposizione dal libro..). Il resto è melensa futilità, recitazione e trama da fiction rai.. 4- P.s. (se i film in concorso fanno tutti schifo, normale si premi il Meno Peggio..)
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